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Hepatica
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top
mwbamwbqHepaticamwbg (mwbwMiller, mwca1754) è un mwcqgenere di mwcgpiante appartenente alla mwcwfamiglia delle mwdaRanunculaceae, dall'aspetto di piccole mwdqerbacee perenni dai delicati fiori primaverili, diffuso in mwdgEurasia e mwdwAmerica settentrionalecite-ref-powo-science-kew-org-1-0[1].
Contents
• Ibridi
• Radici
• Fusto
• Foglie
• Fiori
• Frutti
• Usi
• Farmacia
• Note
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Tassonomia
Il mwfwgenere mwgaHepatica è un piccolo gruppo di piante comprendente 7 mwgqspecie, una sola delle quali (mwggmwgwHepatica nobilis) appartenente alla flora spontanea italiana. La mwhafamiglia delle mwhqRanunculaceae invece comprende oltre 2500 mwhgspecie distribuite su 58 mwhwgenericite-ref-stras-2-0[2].
La collocazione mwjqtassonomica delle mwjgspecie di questo mwjwgenere nel corso del tempo ha subito più di una variazione. mwkaLinneo inizialmente le aveva collocate nel mwkqgenere mwkgPolyandria; probabilmente pensando al concetto di “poliandria primaria”cite-ref-3[3], ossia una struttura primitiva (dal punto di vista evolutivo) caratterizzata da numerosi mwlwstami in disposizione spiralata, tipica dell'mwmaandroceo delle piante di questo mwmqgenere. Ma dopo vent'anni lo stesso mwmgLinneo, le trasferì al mwmwgenere mwnamwnqAnemone. Qui rimasero in questa collocazione finché non vennero trasferite in un nuovo mwnggenere di nome mwnwHepaticacite-ref-motta-4-0[4].
Elenco delle specie
• mwaqmwagHepatica nobilis mwaw(mwbaMiller, mwbq1771) (sinonimo = mwbgmwbwAnemone hepatica L.) – mwcaErba trinitàmwcq : l'altezza della pianta va da pochi centimetri fino a 15mwcg cm; il mwcwtipo corologico è mwdaCircumboreale; l'mwdghabitat tipico sono i boschi caducifogli o di aghifoglie; la diffusione sul territorio italiano è pressoché totale, mentre all'estero è una pianta diffusa nell'mwdwAsia e nell'mweaAmerica settentrionale, oltre che nell'mweqEuropa; la diffusione altitudinale va da 100 fino a 1000 mwegm mwews.l.m..
• var. mwfgacuta (Pursh) Steyermark (1960) (sinonimo = mwfwAnemone acutiloba (DC.) G. Lawson)
• var. mwgqasiatica (Nakai) H. Hara (1952) (sinonimo = mwggAnemone hepatica var. mwgwasiatica (Nakai) H. Hara)
• var. mwhqjaponica Nakai
• var. mwhwobtusa (Pursh) Steyermark (1960) (sinonimo = mwiaAnemone americana (DC.) H. Hara)
• var. mwjwpyrenaica (sinonimo = mwkaH. pyrenaica)
• var. mwkgpubescens (sinonimo = mwkwH. pubescens)
• var. mwlqhispanica Willk. & Lange.
• mwlwHepatica transsilvanica mwmq(Fuss, mwmw1850) (sinonimi = mwnaAnemone transsilvanica (Fuss) Heuff.; = mwngH. angulosa auct., non (Lam.) DC.)mwnw : si trova sui mwoaCarpazi e nella zona della mwoqTransilvania.
Ibridi
Etimologia
Il nome generico (mwraHepatica) venne introdotto dal botanico scozzese mwrqPhilip Miller (mwrgChelsea,1691 – Chelsea, 1771) in una pubblicazione del 1754 e deriva dal mwrwgreco mwsa“hèpar” oppure mwsq”hèpatos” (= mwsgfegato), nome derivato dalla forma particolare delle foglie ma anche dal colore della pagina inferiore della foglie stessecite-ref-motta-4-1[4].
Il nome comune (“Erba trinità”) deriva dal mwuaMedioevo in quanto negli affreschi di carattere religioso spesso le foglie (a forma triloba) delle piante della specie più nota in mwuqEuropa (mwugmwuwHepatica nobilis) servivano a simboleggiare uno dei dogmi mwvacristiano-cattolici relativi alla natura di mwvqDio.
Descrizione
Non sono piante molto alte in quanto sia le foglie che gli scapi fiorali si diramano con brevi fusticini dall'apparato mwxgradicale mwxwrizomatoso. La forma biologica prevalente (almeno per le specie europee) è mwyageofita rizomatosa (mwyqG rhiz), ossia sono piante con organi sotterranei portanti gemme, dotate di mwygrizoma, un fusto sotterraneo dal quale, ogni anno, si dipartono mwywradici, foglie e scapi fioriferi. Queste piante contengono diversi mwzaalcaloidi della mwzqbenzilisochinolinacite-ref-stras-2-1[2].
Radici
Fusto
• Parte mw3qepigea: la parte aerea dei mw3gfusti è praticamente assente in quanto sia la mw3wrosetta basale (e quindi le foglie) che gli scapi fioriferi partono direttamente dalla parte emergente del mw4arizoma.
Foglie
Le foglie (unicamente mw6qbasali o mw6gradicali) sono lobate (a 3 lobi o 5 lobi). Le insenature dei lobi raggiungono quasi la parte centrale della foglia. Generalmente sono carnose e il mw6wpicciolo è riccamente mw7apubescente. Il margine può essere sia intero che dentato. Normalmente appaiono dopo la fioritura e sono mw7qpersistenti.
Infiorescenza
L'mw9ginfiorescenza è composta da scapi fiorali uniflori inseriti direttamente sul mw9wrizoma (all'ascella di squame ellittiche). Questi sono interamente mw-aafilli e mw-qpubescenti (quasi lanosi).
Fiori
I fiori di questo mwaqigenere sono considerati di tipo arcaico e sono più o meno “aciclici” (non hanno una struttura ben definita in mwaqmcalice, mwaqqcorolla e parte riproduttiva). Il mwaquperianziocite-ref-5[5](o anche più esattamente il mwaqoperigoniocite-ref-stras-2-2[2]) di questi fiori è derivato dal mwaq8perianzio di tipo “diploclamidato”, formato cioè da due mwaraverticilli: i mwaretepali e i mwarinettari (che in questo caso specifico sono assenti). I fiori sono inoltre mwarmattinomorfi e mwarqermafroditi.
• mwarcFormula fiorale:
mwaromwarsmwarwmwar0mwar4* K 3, C 6-10, A molti, G 1-molti (supero)cite-ref-6[6]
• mwasuCalice: il mwasycalice è formato da tre piccole foglie mwasccauline mwasgsessili. In realtà sono delle vere e proprie foglie mwaskbratteali che essendo appressate al fiore simulano un mwasocalice (probabilmente sono derivate da tre foglie mwasscauline superiori normali riunite in mwaswverticillo che a poco a poco si sono appressate alla base del fiore). Questa parte assolve alla funzione protettiva tipica del mwas0calice nel mwas4perianzio delle mwas8Dicotiledoni.
• mwateCorolla: la mwaticorolla è mwatmdialipetala, formata da diversi mwatqpetali (mwatutepali mwatypetaloidi) ellittici (o ovoidali) arrotondati all'apice. I colori (per le specie europee) variano dal lilla verso il rosa e persino verso il bianco o più normalmente azzurro tendente al violaceo. Questa parte del mwatcperigonio assolve alla funzione mwatgvessillare e sono mwatkpersistenti, mentre i mwatonettari veri e propri sono assenti.
• Fioritura: in genere queste piante sono le prime a fiorire (fine inverno, inizio primavera).
Frutti
I mwavifrutti (degli mwavmacheni non piumosi) sono degli aggregati di mwavqfollicoli oblunghi mwavupubescenti e rostrati (= mwavystilo mwavcpersistente terminale). I mwavgsemi sono piccoli (con un minuto embrione) ma con abbondante mwavkendosperma.
Distribuzione e habitat
Quelle di questo mwavwgenere sono piante abbastanza comuni. In preferenza crescono su mwav0substrato mwav4calcareo, in zone ombreggiate dei sottoboschi (soprattutto mwav8faggio), ma anche macchie e pascoli in pieno sole, ma a quote più elevate. In inverno tollerano molto bene una mwawalettiera o uno strato di neve.
Usi
Farmacia
Nelle piante di questo mwawugenere sono presenti diverse sostanze come “anemonina”, “epatotrilobina” e mwawysaponinacite-ref-7[7] che nel passato sono state utilizzate nella medicina popolare. Comunque in genere risultano piante velenose in quanto contengono sostante tossiche per l'uomo.cite-ref-8[8].
Giardinaggio
Attualmente l'unico impiego delle mwaxespecie di questo mwaxigenere è nel giardinaggiocite-ref-9[9]. In mwaxcGiappone ad esempio esiste una lunga tradizione orticola già dal XVIII secolo durante la quale sono stati prodotti diversi mwaxgcultivar a fiori doppi e svariati colori dalle mwaxkspecie più interessanti.
Note
cite-note-powo-science-kew-org-11. ↑ mwayi(mwaymmwayqEN) mwayumwayyHepatica Mill. | Plants of the World Online | Kew Science, su mwaycPlants of the World Online. mwaygURL consultato il 6 febbraio 2021.
cite-note-stras-22. ↑ mwazamwazeEduard Strasburger, mwaziTrattato di Botanica. Vol.2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p.mwazm 817, mwazqISBNmwazu 88-7287-344-4.
cite-note-33. ↑ mwazomwazsEduard Strasburger, mwazwTrattato di Botanica. Vol.2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p.mwaz0 757, mwaz4ISBNmwaz8 88-7287-344-4.
cite-note-motta-44. ↑ mwaayGiacomo Nicolini, mwaacEnciclopedia Botanica Motta. Vol. 2, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p.mwaag 432.
cite-note-55. ↑ mwaawmwaa0Sandro Pignatti, mwaa4Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p.mwaa8 277, mwabaISBNmwabe 88-506-2449-2.
cite-note-66. ↑ mwabymwabcmwabgTavole di Botanica sistematica, su mwabkdipbot.unict.it. mwaboURL consultato il 15 agosto 2009 mwabs(archiviato dall'mwabwurl originale il 14 maggio 2008).
cite-note-77. ↑ mwacaRoberto Chej, mwacePiante medicinali, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.
cite-note-88. ↑ mwacumwacymwaccPlants For A Future, su mwacgpfaf.org. mwackURL consultato il 17 agosto 2009.
cite-note-99. ↑ mwac0mwac4mwac8Hepatica: Informazioni & Coltivazione, su mwadaedendeifiori.it.
Bibliografia
• mwadqGiacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 432.
• mwadySandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 296, ISBN 88-506-2449-2.
• mwadgAA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 144.
• mwado1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
• mwadwEduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 817, ISBN 88-7287-344-4.
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Collegamenti esterni
• mwaeeCrescent Bloom, su crescentbloom.com. URL consultato il 17-08-2009.
• mwaemBotanica Sistematica, su homolaicus.com. URL consultato il 17-08-2009.
• mwaeuIndex synonymique de la flore de France, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 17-08-2009.
• mwaecmwaegHepatica eFloras Database
• http://193.62.154.38/cgi-bin/nph-readbtree.pl/feout?FAMILY_XREF=&GENUS_XREF=Hepatica Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh) Database
• mwae8mwafaHepatica IPNI Database
• mwafimwafmHepatica Tropicos Database
http://vs.aka-online.de/cgi-bin/globalwpsearch.pl?